Francesca Marazzi

Una donna che nel 1945 compie diciassette anni gioca con la memoria, con le immagini, con i ricordi di una vita bella, spesa per i più deboli, per la democrazia. Avrebbe voluto raccontare tutti i suoi incontri, tutta la sua vita. Ma una vita intera in un libro ci sta stretta.

Francesca Marazzi nasce nel 1928 in una famiglia contadina di Capralba; vive a Crema dall’età di dieci anni. Nel 1952 sposa Paolo Zanini il compagno della vita privata e delle scelte politiche. Si fa portavoce degli operai sia in fabbrica, dove lavora per 32 anni, che nel Partito comunista, di cui segue e condivide l’evoluzione dal 1945 fino alla confluenza nel PDS e nel PD. Nel 1969 è chiamata a far parte del Comitato centrale del PCI e nell’ottobre del 1976 viene scelta, prima donna in Italia, segretaria di federazione del PCI cremasco. Più volte Consigliere comunale, dal 1997 al 2007 assume l’incarico di presidente del Comitato unitario per la difesa dell’ordine democratico.

Le sorelle Bettinelli

Le sorelle Bettinelli fanno parte, a pieno titolo, della storia del territorio cremasco. Ne hanno cantato gli aspetti più quotidiani tramandando così non solo la canzone popolare, ma anche gli aspetti sociali della vita contadina della nostra terra. Mantenendo sempre l'umiltà che le ha caratterizzate per tutta la vita, sono state le protagoniste indiscusse dei canti popolari del nord, permettendo a tutta l'Italia di conoscerli, arricchendo così il repertorio culturale popolare del nostro Paese. Grazie al lavoro dei tanti studiosi (Sandra Mantovani, Roberto Ledi, Clara Gallini, Diego Carpitella) che hanno incontrato le sorelle Bettinelli, il repertorio della musica popolare del nostro territorio è stato oggetto di ricerca che ne ha consentito la conservazione.

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L'arrivo della ferrovia a Crema

La realizzazione della linea ferroviaria Treviglio-Cremona viene presentata dall’autore di questa ricerca come un mosaico di eventi che ne prepararono l’inaugurazione, avvenuta il primo maggio del 1863. Articoli di giornale, interventi politici, contese e pregiudizi, tutto ha concorso a dipingere un insieme interessante e per molti versi emblematico di accadimenti che Mauro Giroletti ha sviluppato con dovizia di particolari e di considerazioni, esplorando le pieghe della storia, laddove si annidano spesso cause ed effetti. Quanto mai opportuno è stato, per l’autore, soffermarsi sui riscontri generali, facendo riferimento alle delicate fasi storiche che porteranno all’unificazione dell’Italia e che non a caso si intersecheranno con le prime coeve stesure di strade ferrate, simbolo concreto di avvicinamento di territori e di persone.

Il passato da non dimenticare

Un mondo che non c'è più, letteralmente cancellato dal cosiddetto progresso. Eppure non è così remoto: è quello dei nostri genitori e dei nostri nonni. Gianna picchi, scorrendo il gomitolo dei ricordi ce lo rievoca, offrendoci un affresco vivo. Lo fa pensando a tanti giovani che quel tempo non riescono neppure a immaginare. Un tempo in cui non c'era il gabinetto e per espletare i bisogni fisiologici si andava dietro il muro della stalla, in cui non c'era la corrente elettrica e si ricorreva la sera alle lucerne o ai lumini a olio, in cui si faceva il bagno in un mastello di legno del bucato. Tempi duri? L'autrice li racconta come se fossero del tutto naturali. Tempi in cui per curare i malanni si faceva uso di rimedi popolari quali semi di lino, lardo e olio di ricino, che veniva fatto trangugiare stringendo il naso tra pollice e indice come una pinza. Tempi in cui si poteva ammirare incantati, all'inizio dell'estate, lo spettacolo di un'infinità di lucciole, in cui tutte le sere si recitavano le orazioni con la famiglia al completo e il rosario durante il mese di maggio. Un passato dai ritmi lenti, naturali e nello stesso tempo umani. Un passato che Gianna Picchi racconta senza nostalgia, ma anche senza condanne.

Carlo Rossignoli

Il cammino di Carlo Rossignoli comincia agli inizi del Novecento e si dirama in tutto il suo vigore lungo il primo cinquantennio, per poi fermarsi rapido nel 1955, riuscendo a intravvedere però il principio di quei mutamenti all'origine della seconda metà del secolo scorso. Uno spaccato di vita che intreccia guerra e resistenza con i difficili esordi della ricostruzione, sviluppandosi tra Crema e l'Oltrepò Pavese. La storia di un uomo, medico, partigiano e sindaco di Crema, ma anche il respiro di un'epoca ricca di elementi da scoprire.